Che cos’è l’alfabetizzazione informatica funzionale? Perché è così importante?

Scritto da Staff Web Writers

corsi di informaticaSai usare il computer? Bene… ma questo non vuol dire aver raggiunto una piena alfabetizzazione informatica funzionale. Conoscere la differenza fra alfabetizzazione strumentale e funzionale è indispensabile per progettare il proprio percorso di formazione in qualsiasi materia.

Nell’ultimo decennio stiamo scoprendo che questo vale a maggior ragione nell’ambito dell’informatica e dell’uso dei dispositivi digitali.

Alfabetizzazione informatica strumentale e funzionale

Partiamo col dire che per alfabetizzazione informatica strumentale si intente la capacità di usare i dispositivi digitali ed i programmi informatici per la lettura, comprensione, scrittura e il calcolo.

Tuttavia questo può non essere sufficiente per far si che lo strumento informatico sia effettivamente e pienamente utilizzato nell’ambito della vita quotidiana. Per utilizzare e sfruttare un computer in modo proficuo e per i propri obiettivi è necessario raggiungere un livello di alfabetizzazione di tipo così detto “funzionale”. Vediamo perché…

Nell’ambito dei problemi quotidiani, della propria crescita professionale, dello sviluppo di nuove competenze è indispensabile saper utilizzare l’informatica in modo flessibile in modo da poterla iscrivere in un contesto più ampio di utilizzi.

Infatti non basta sapere come si accende un computer, come si avvia un programma o come si salva un documento per dire di aver raggiunto una piena padronanza del computer. In ambito informatico è necessario avere una visione d’insieme che permetta di utilizzare computer e programmi in modo “pieno” e consapevole, sapendoli sfruttare in modo profittevole. Spesso questo può accadere anche adottando spesso soluzioni creative.

Conoscenze teoriche, conoscenze pratica e visione d’insieme

Sappiamo bene che conoscenze teoriche e abilità pratiche non vanno sempre di pari passo e non sempre l’apprendimento procede solamente attraverso l’una o l’altra via.

La conoscenza teorica si è dimostrata ampiamente insufficiente quando questo non si viene applicata alla realtà. L’informatica è una materia con un gran numero di aspetti “astratti” e “teorici” che spesso possono essere di difficile comprensione.

In tal senso è proprio l’informatica che ha il maggior bisogno del supporto di esercizi pratici e di un “apprendimento significativo”. L’apprendimento significativo, infatti, è quel tipo di apprendimento che consente di dare un “senso” alle conoscenze apprese collegandole concretamente al proprio bagaglio di conoscenze pregresse. Per rafforzare il proprio bagaglio di conoscenze è indispensabile poterle applicare ad un contesto concreto.

Un portale per l’educazione digitale online

Non mancano i portali dove è possibile personalizzare il proprio percorso di educazione digitale online. È il caso, ad esempio, del nuovissimo sito EDOnline della “Scuola di Informatica” dove è possibile trovare corsi di alfabetizzazione informatica di base.

Eppure crediamo che questo genere di progetti possa avere un maggior successo se supportati da una formazione in presenza dove la relazione umana, molto più carica di significati e collegamenti con il “reale”, riesce a rinforzare le conoscenze strettamente teoriche.

L’apprendimento diventa efficace se l’insegnate è in grado di collegare le informazioni e ricordi già possedute dall’allievo. Per citare lo scrittore ed articolista contemporaneo David Jonassen: “le persone ricorderanno ed useranno solo le informazioni che hanno un senso per loro”. La definizione di ciò che “ha senso per me”… diventa quindi centrale per riuscire iscrivere le proprie conoscenze in quadro funzionale.

Insegnare l’informatica agli anziani

informatica per anzianiL’apprendimento dell’informatica da parte degli anziani è più difficile e complesso in quando proprio alla loro età viene smarrito il senso della banale “speculazione” economica dello strumento informatico. L’interesse per l’informatica passa solo attraverso la risoluzione di problemi concreti e la percezione è il più delle volte sgradevole. Apprendere i meccanismi ed i processi informatici, sembra ad un anziano, una spiacevole perdita di tempo. Eppure tutti sappiamo quanto è importante poter accedere a certi servizi (anche pubblici) che possono letteralmente cambiare loro la qualità della vita.

La residenza da parte degli anziani, lo abbiamo letto nel sito dedicato alla terza età www.geriatriko.com, è da un lato culturale, dall’altro motivazionale.

In questo senso potrebbe essere utile il così detto “reverse mentoring” dove per una volta sono i giovani ad insegnare agli anziani piuttosto che il contrario. Questo avrebbe, inoltre, il meraviglioso effetto di riavvicinare le generazioni attraverso una forte motivazione ed una utilità concreta.

Nel “reverse mentoring” il giovane deve imparare a spiegare, ad organizzare l’informazione e naturalmente ad avere pazienza verso gli anziani. L’anziano, dal suo lato, deve imparare l’informatica avendo fiducia nel giovane e nel fatto che l’informatica possa essere utile.

Alfabetizzazione informatica funzionale e percorsi di apprendimento

Concludiamo col dire che un percorso formativo completo non può che procedere attraverso l’apprendimento di teoria, comprensione dei risvolti pratici, esercitazioni, apprendimento significativo.

Un’evoluzione enorme de difficile da gestire nella quale la responsabilità delle scuole e dei centri di formazione è centrale e non può più essere lasciata al caso.

Richiede un impegno da parte dei formatori, da parte dei corsisti giovani, adulti o anziani ed una profonda rivoluzione di tipo culturale dove per assurdo posso anche essere i giovani ad insegnare alle generazioni precedenti.

Si è raggiunta la piena alfabetizzazione informatica funzionale quando oltre a saper cliccare su una applicazione questa stessa riesce a diventare strumento realmente utile ed integrato nella propria vita quotidiana privata e professionale.